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Redazione

May 6, 2021

Learning by doing: cosa significa, come funziona e perché è importante

Ogni persona nel proprio percorso di apprendimento ha sperimentato, almeno una volta, la sensazione di una incolmabile distanza tra le nozioni teoriche e la pratica quotidiana, ovvero come trasformare in azioni concrete ciò che si ha appreso e cambiare abitudini. E se fosse possibile mettere insieme questi due momenti ed imparare proprio mentre si sta svolgendo una azione?

Che cos'è il learning by doing? 

Questo processo si chiama learning by doing. Si tratta di un apprendimento esperienziale che permette di acquisire le nozioni teoriche calandole direttamente nel loro campo di applicazione contribuendo significativamente ad accelerare il cambiamento. Inoltre, possiamo parlare anche di apprendimento contestuale, il quale si focalizza su un ampliamento della propria conoscenza in modo costante (step by step) nel proprio contesto di lavoro quotidiano.

Il learning by doing e l’apprendimento contestuale sono due facce della stessa medaglia, entrambi infatti vanno al di là del cosiddetto training tradizionale, il quale si caratterizza soprattutto per intense ore di lezione frontale, spesso non continuative nel tempo.
Nel contesto odierno viene perciò da chiedersi: le strategie di business sono ormai tutte basate sulla customer centricity, non dovrebbe esserlo anche l’apprendimento? Non bisogna forse porre di più il focus su chi sta imparando? Il learning by doing e l’apprendimento contestuale sottolineano l’importanza di chi apprende, mettendo al centro il suo apprendimento e sulle persone, non sulle mere nozioni.

David A. Kolb e l'apprendimento esperienziale

È stato lo studioso David A. Kolb ad introdurre in letteratura il concetto di apprendimento esperienziale, inteso come processo nel quale la conoscenza si crea mediante la trasformazione dell’esperienza. Questo processo si compone di quattro fasi:

  1. Stadio dell'esperienze concrete, interpretazione personale di una esperienza;
  2. Stadio dell'osservazione riflessiva, comprensione tramite osservazione ed ascolto attivo;
  3. Stadio della concettualizzazione astratta, analisi e organizzazione delle informazioni;
  4. Stadio della sperimentazione attiva, l'apprendimento come risultato di una azione.

Inoltre, nel pensiero di David A. Kolb vengono evidenziati quattro stili di apprendimento:convergente, adattivo, divergente e assimilatore. Quindi, non impariamo tutti allo stesso modo, perciò diventa fondamentale comprendere che l’apprendimento deve essere personalizzato.

Il formatore deve essere un coach capace di adattarsi alle esigenze d’apprendimento dei singoli individui, facilitandone la dimensione contestuale in una ottica di processo:perché imparare è un viaggio, non si tratta di pura nozionistica ma di maturare nuove esperienze e abitudini, ovvero azioni ripetute nel tempo.

Una soluzione digitale per l'apprendimento contestuale

La digital coach hi | habit-inspiring platform fa di questi principi il centro del proprio approccio al training in azienda. Grazie alla ricerca scientifica e agli algoritmi di Machine Learning hi propone agli utenti un apprendimento contestuale (proprio mentre stanno lavorando) e personalizzato.
Inoltre, hi allena i propri utenti mediante piccoli step giornalieri, lasciando all’utente la possibilità di gestire in maniera autonoma eventuali approfondimenti. Il tutto accompagnato sempre da una dimensione di journey, perché come abbiamo ricordato già precedentemente l’apprendimento è un processo e hi accompagna tutti gli utenti in ogni fase di questo viaggio.