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Redazione

Oct 6, 2021

Remote Well-Being: 5 modi per  lavorare meglio in Smart Working

Per remote well-being si intende solitamente una strategia aziendale che metta al centro il benessere del lavoratore a distanza: benessere fisico, mentale e sociale affinché si generino benefici per l’impresa e la società nel suo complesso.

Il mondo del lavoro è profondamente mutato, lo smart working è ormai entrato nella quotidianità dei lavoratori italiani e delle imprese, dopo aver coinvolto oltre 6 milioni di persone durante la fase più acuta dell’emergenza da Covid-19.

È bene tuttavia ricordarsi che non c’è smart working senza work life balance, e che i nuovi paradigmi delle New Ways of Working e dell’Hybrid Work – una concezione ibrida del lavoro tra presenza in ufficio e lavoro da casa – pongono l’accento proprio sul remote well being.

Lo smart working dovrà trovare la sua più corretta declinazione (adeguata per ogni organizzazione) per diventare la cornice di senso più importante per guardare realmente nuove modalità di lavoro in un punto di equilibrio fra l’interesse delle imprese e il benessere di tutte le proprie persone e risorse. In questa direzione il dato di queste settimane che oltre il 70% delle aziende dichiara che aumenterà le giornate di lavoro da remoto per i propri dipendenti.

Sicuramente il lavoro da remota porta con sé innumerevoli vantaggi: meno spese per i trasporti e i pranzi fuori, minor inquinamento nelle città ma anche aumento della produttività, tant'è che, secondo un articolo del Sole 24 Ore, due aziende su tre dichiarano che il lavoro agile ha aumentato la produttività dei propri dipendenti.

Tuttavia, siamo sicuri di utilizzare un corretto approccio allo smart working?Sappiamo cosa significa davvero lavorare in modo “smart” e/o da remoto?  


Cos'è davvero lo smart working?

Il corretto approccio allo smart working è quello che mette al centro le persone e il capitale umano dell’impresa stessa. Questa concezione emerge anche dalle parole di Mariano Corso, responsabile dell’Osservatorio sullo smart working del Politecnico di Milano:

“Ora è necessario ripensare il lavoro per non disperdere l'esperienza di questi mesi e per passare al vero e proprio Smart Working, che deve prevedere maggiore flessibilità e autonomia nella scelta di luogo e orario di lavoro,elementi fondamentali a spingere una maggiore responsabilizzazione sui risultati. Bisogna mettere al centro le persone con le loro esigenze, i loro talenti e singolarità, strutturando piani di formazione, coinvolgimento e welfare che aiutino le persone ad esprimere al meglio il proprio potenziale.”

Il discorso sul lavoro smart va quindi sempre più ampliato e approfondito, riscrivendo anche i paradigmi e concezioni del lavoro tradizionalmente inteso: non possiamo più parlare di lavoro da remoto come qualcosa di meramente legato ad una situazione emergenziale, il “new normal” prevede il lavoro agile come parte integrante delle strategie di business e di investimenti specifici. Bisogna fare tesoro di tutto ciò che abbiamo imparato in questi mesi di lavoro da remoto e rendere esponenziale il cambiamento.

Tutto questo ovviamente non può essere realizzato senza la digital adoption e l’utilizzo della tecnologia come strumento per aiutare le persone a lavorare meglio e con maggior benessere.

Vediamo allora 5 consigli per lavorare meglio in smart working utilizzando la tecnologia come supporto al well-being.  

5 modi per lavorare meglio in smart working

1. Sfruttare pienamente gli strumenti per la collaborazione virtuale, mentre si lavora a distanza è necessario migliorare la comunicazione interna aziendale ma anche sfruttare  tutti i tool per la collaborazione, servizi come Slack, Trello, Notion o Microsoft Teams sono utilissimi per seguire anche da remoto i progetti e restare allineati con tutto il team.

2. La formazione è la chiave per il successo, per lavorare correttamente da remoto è necessaria una adeguata formazione non solo in campo di tecnologie e strumenti utili per il lavoro virtuale ma anche in campo di azioni pratiche da adottare per il benessere fisico e mentale.

3. Un occhio alla sicurezza, lavorare da remoto implica scambiarsi dei file e altri materiali soprattutto attraverso la rete, proprio nel periodo della pandemia sono aumentati anche i cyberattacchi. Dunque, è necessario mettere in atto tutte le strategie per la cyber sicurezza dei propri devices e file.

4. Gestione del tempo, lavorare da casa spesso può far perdere la concezione del tempo, per questo motivo è importante organizzare in modo efficace il tempo e chiudere completamente tutti i dispositivi quando la giornata di lavoro è giunta al termine.  

5. Definire chiaramente obbiettivi e KPI, per i leader digitali un consiglio utile può essere quello di individuare dei momenti specifici per allinearsi con tutto il team, definire gli obbiettivi settimanali e organizzare dei meeting ricorrenti che sono utili anche per sentirsi parte di una “remote community” e rafforzare il senso di appartenenza.

 

Un aiuto in tutti questi campi può arrivare dalla tecnologia, in particolare da un digital coach come hi | habit-inspiringplatform che grazie al suo coaching plan sul remote well-being sarà in grado di formare ogni persona in azienda sulle migliori strategie per lavorare meglio da remoto, con la corretta work-life balance.